Puntuale, come sempre, col mese di novembre arriva anche il nostro appuntamento con la colletta alimentare.

E’ da anni che questo evento caratterizza l’identità del nostro istituto coinvolgendo non solo i tre ordini di scuola, ma anche l’assemblea dei genitori da cui, anni fa, è timidamente partita l’iniziativa.

Un giorno all’anno, e quest’anno cadrà martedì 1° dicembre, viene dedicato alla raccolta di cibo da destinarsi agli enti di carità che operano a sostegno delle famiglie bisognose del nostro territorio, in questo periodo aumentate a causa della grave calamità che ci ha colpiti.

Papa Francesco   ci ricorda che c’è un modo per uscire migliori dal travaglio che la pandemia ha provocato: scegliere la solidarietà, consapevoli che abbiamo tutti un destino comune.  E noi raccogliamo la sfida, desiderosi di uscirne un po’ migliori.

Un efficientissimo team (composto da docenti, genitori e quest’anno, per la prima volta, anche da responsabili della Caritas-Acli) si è subito attivato, occupandosi dell’aspetto organizzativo.

Il giorno della colletta, però, è solo la punta dell’iceberg: c’è, infatti, tutto un lavoro sommerso di preparazione, nelle settimane che lo precede: l’intento è favorire negli alunni una sensibilità ed una consapevolezza sempre più mature del gesto proposto.

La pandemia non ci consente di incontrare in presenza figure esterne alla scuola, come accadeva gli scorsi anni, occorre trovare altre forme di comunicazione…Così viene proposto alle quarte la registrazione dell’incontro-video realizzato con un operatore del Banco Alimentare che, anche attraverso filmati esplicativi, ci introduce al gesto spiegandone la genesi ed indicandone il valore.

Con le classi   quinte, invece, insieme ai ragazzi delle scuole medie, si organizza un dialogo- intervista in   video-collegamento con i volontari della Caritas-Acli di Corsico. Per quasi due ore è un incalzare fitto di domande: sui poveri, su come il cibo che raccogliamo a scuola arriva alle famiglie, sul perché ci si implica in quest’opera di carità, …. Non si vuole più andar via tanto è grande l’interesse suscitato e la curiosità accesa.

Il lavoro di preparazione si declina diversamente secondo le fasce d’età, così i più piccoli sono introdotti al gesto con storie di solidarietà, di cooperazione e di carità ed a loro è affidato il compito di realizzare biglietti con brevi pensieri che accompagneranno i pacchi di alimenti da consegnare alle famiglie.

Si, perché chi vive una situazione di povertà è più grande dell’esigenza materiale che esprime, è innanzitutto bisogno di sapere d’essere amato.

E’ uno spettacolo, in questi giorni, vedere tutti gli alunni al lavoro per l’allestimento delle postazioni di raccolta: chi dipinge striscioni, chi disegna cartelloni con frasi descrittive del gesto, chi addobba gli scatoloni che dovranno contenere gli alimenti raccolti…Insomma un pullulare di espressività davvero sorprendente.

E guardandoli penso “qui si sta costruendo l’umanità” perché la solidarietà è un modo di fare la storia attraverso piccoli gesti che cambiano la realtà attorno a noi e che educano noi, per primi, a cambiare.

di Daniela Gritti

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